Céline e Carla

  

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Celine, una ragazza diciassettenne ci consulta dato che è molto preoccupata per la sorella minore di  due anni, Carla, che da alcuni mesi mangia molto poco e svogliatamente. Celine poi scopre che Carla nasconde del cibo nella stanza, cibo che poi getta via senza farsi accorgere. Le due sorelle vanno molto d’accordo e sono complici in quello che fanno. Carla chiede a Celine di non dire nulla del suo mangiare ai genitori, di mantenere il segreto.
Genitori che parlano poco con le loro figliole, sono entrambi lavoratori per non fare mancare nulla in casa, soprattutto il padre che fa degli extra lavorativi per consentire un tenore di vita più elevato a tutti loro.
Ovviamente Celine è combattuta tra il rispettare il volere della sorella e la preoccupazione per un comportamento che sa potenzialmente pericoloso.
Per molti mesi le cose vanno avanti cosí sino quando una sera Carla rientra a casa ubriaca.
I genitori non sembrano fare molto caso a Carla mentre Celine è estremamente preoccupata per la sorella e non sa bene cosa fare.
Soprattutto é stupita per il fatto che i genitori non sembrano vedere nulla, parlano poco con le ragazze e sembrano tenere solo al loro rendimento scolastico, che per la cronaca è ottimo per entrambe.
Celine chiede un colloquio all’infermiera della scuola (che entrambe le ragazze frequentano) per avere un consiglio e capire meglio come comportarsi con Carla. L’infermiera si offre di incontrare in modo riservato Carla per parlare assieme e tentare di affrontare la sua sofferenza.
Carla si rifiuta, anzi è arrabbiata con Celine che in qualche modo ha “rotto” il segreto che le aveva chiesto di mantenere.
Celine quindi si ritrova al punto di partenza, non sa che fare e Carla ora è arrabbiata con lei per avere parlato della sua sofferenza ad un “estraneo” a scuola.
Carla poi peggiora, mangia sempre meno e fa esercizi di step per bruciare calorie, nella quasi totale indifferenza dei genitori.
Celine non riesce più a fare finta di nulla, si scontra con i genitori mentre Carla è fuori casa e li accusa di essere totalmente ciechi e sordi allo stare male di Carla ed anche alla sua enorme preoccupazione dato che sembra l’unica consapevole di quanto accade in famiglia!
Su consiglio dell’infermiera della scuola Celine contatta Soremax per avere aiuto.
La incontriamo ed è veramente preoccupata (ed arrabbiata) dato che sente di essere lei “genitore” di Carla con i veri genitori che sembrano ben poco consapevoli di quanto accade in famiglia.
La situazione è complicata, Celine si ritrova in mezzo ma non si sente di voltare la testa mentre la sorella deperisce a vista d’occhio con i genitori “assenti” e irresponsabili.
Con il suo assenso le proponiamo di convocare i genitori per esprimere la preoccupazione di Celine per Carla e capire quanto siano in grado di cogliere ció che accade in famiglia, la sofferenza della figliola minore ed il rischio di una condotta anoressica per una ragazza adolescente. Il padre si rifiuta di incontrarci, solo la madre si presenta ma in modalità “molto difesa”.
Con grande attenzione e delicatezza cerchiamo di capire quanto la madre sia consapevole della sofferenza di Carla e scopriamo (!) che anche la signora era stata anoressica per un lungo periodo a cavallo tra l’adolescenza ed i primi anni del matrimonio. Erano seguite feroci litigate con il marito per via della sua anoressia con il rischio di una separazione se lei non avesse preso del peso e regolarizzato le mestruazioni per restare incinta. In questo modo “forzato” la madre aveva preso peso ed era nata Celine e dopo due anni Carla. Il marito con il suo modo semplice e razionale aveva sempre pensato che non mangiare era una mania delle donne per restare magre, in linea.
I colloqui successivi sono molto più “autentici”, la signora mostra di comprendere bene Carla e la sua sofferenza che ha conosciuto bene ed in prima persona tanti anni prima. Ci dice anche che spesso ha tentato con il marito di parlarne ma lui non vuole sentire nulla dato che basta volere e si mangia, si prende peso senza creare caos in famiglia.
Anzi il marito accusa la moglie di avere “contagiato” la figliola con questa storia dell’anoressia.
Il quadro familiare é molto complesso e difficile da affrontare, tenuto conto che Carla ora capisce che tutti sono al corrente del suo non mangiare ed è parecchio angosciata ed arrabbiata.
Per potere continuare il nostro lavoro dobbiamo contare sul minimo di “alleanza terapeutica” che possiamo instaurare con la mamma, che conosce bene la sofferenza anoressica e in qualche modo ha già cercato di proteggere la figlia pur in modo ambivalente.
Dobbiamo incontrare la signora molte volte per rassicurarla che nessuno ha intenzione di colpevolizzarla per quanto avviene in casa, anzi lei al momento è l’unica persona in grado davvero di aiutare Carla dal suo ruolo di genitore. Va da se che la signora deve affrontare il marito e “costringerlo” almeno ad un incontro con Soremax.
Pur con fatica l’appuntamento si concretizza e, inaspettatamente, Carla vuole essere presente, per “…Dire la sua in prima persona”.
Incontro molto teso come è possibile immaginare, Carla esplode più volte ed attacca il padre e già che c’è anche la madre… La madre poi si decide a parlare alle figliole della sua anoressia prima della loro nascita, nella sorpresa soprattutto di Carla.
Ci tocca fare da “arbitri” del match nella speranza di potere ottenere un minimo di consapevolezza da parte di tutti, passata l’arrabbiatura dei membri della famiglia. Siamo indecisi se proporre altri incontri “tutti assieme” o separati. Decidiamo di giocare il tutto per tutto e vedere la famiglia al completo, genitori e figlie. Il padre si sente “attaccato” dalle sue tre donne e reagisce dicendo che se ne sarebbe andato via di casa.
In effetti va dal fratello per qualche giorno ma non riesce a stare lontano dalla moglie e dalle figliole perché si sente perduto, solo e mutilato!
L’angoscia che prova nello stare lontano dalle “sue donne” lo costringe a tornare ai colloqui familiari ben più disposto ad ascoltare. Soprattutto capire che non mangiare non è per “tenere la linea” ma nasconde emozioni e dolore per chi ne soffre. É un punto di partenza per il padre che rientra a casa accolto con tenerezza dalle “sue donne” che vogliono capisca quanto lui è importante per tutta la famiglia ma ugualmente “deve” ascoltare e parlare con loro di emozioni, desideri e difficoltà senza chiudersi a riccio.
Il lavoro di consapevolezza è in corso, la madre ora può essere molto più vicina a Carla, Celine torna a fare la figlia ed il padre sa quanto è “importante” nella sua famiglia.

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